giovedì 19 marzo 2009

GIUSTIZIA PER GRAZIELLA CAMPAGNA. DEFINITIVE LE CONDANNE DI GERLANDO ALBERTI JR E GIOVANNI SUTERA

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi per il caso di Graziella Campagna, la giovane di Villafranca uccisa 23 anni fa. Diventano definitivi quindi gli ergastoli a Gerlando Alberti jr ed al braccio destro Giovanni Sutera. Graziella è stata uccisa con 5 colpi di fucile al viso perché pericolosa per la latitanza dei due, a quell’epoca sotto falso nome nel messinese.
Dopo un’ora e mezzo di camera di consiglio la Prima sezione della Suprema Corte ha scritto la parola fine sulla lunga storia processuale seguita allo strazio di Graziella Campagna, trucidata a fucilate la sera dell’8 dicembre del 1985, vittima scomoda di mafia. La Corte ha rigettato in blocco tutti gli appelli presentati, quelli dei difensori come quello delle parti civili. Il pg Martuscello aveva chiesto il rigetto. Diventa definitiva, quindi, la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Messina, che la sera del 18 marzo 2008 aveva confermato le condanne all’ergastolo, emesse in primp grado due anni prima, per il boss palermitano Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera, il suo braccio destro dell’epoca. Soddisfatta la famiglia di Graziella, assistita dall’avvocato Fabio Repici. Critici i difensori di Alberti e Sutera, gli avvocati Antonello Scordo e Carmelo Vinci. In appello, lo scorso anno, era stato inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per Franca Federico e Agata Cannistrà, titolare e impiegata della lavanderia di Villafranca in cui lavorava Graziella, che avevano avuta inflitta in primo grado una condanna a 2 anni.

venerdì 6 marzo 2009

Reddito minimo per i disoccupati. E' legge... nella Regione Lazio

Legge sul reddito minimo, Marrazzo: "Lazio all'avanguardia in Italia"
05/03/09 - “Siamo la prima grande regione italiana che si dota di uno strumento fondamentale che non ha nulla a che fare con la vecchia logica assistenzialista. Portiamo nella nostra regione un modello di tutela presente in tutti i paesi europei più avanzati: dalla Francia all'Austria, Belgio, Olanda fino ai Paesi scandinavi e anglosassoni''. E’ quanto ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, aprendo il dibattito del Consiglio regionale sulla legge per il reddito minimo di cittadinanza.“La legge regionale sul reddito minimo - ha spiegato Marrazzo - è un passaggio decisivo per la nostra comunità. La Regione non lascia soli lavoratori, famiglie e imprese in un momento di eccezionale crisi. I dati del Pil 2008 ci riportano indietro alla crisi petrolifera di 30 anni fa e nel 2009 la stima è che 50mila persone rischino il posto di lavoro nel Lazio. Per questo si deve intervenire con misure straordinarie: il nostro obiettivo è di raggiungere 20mila cittadini fino ad oggi privi di tutele sociali". "Sugli investimenti per finanziare la legge – ha aggiunto il presidente - mi impegno, e chiedo all'assessore al Bilancio Luigi Nieri, e al Consiglio durante l'assestamento di bilancio, di aumentare le risorse destinate a sostenere il reddito minimo garantito. L'obiettivo – ha concluso Marrazzo - è quello di raggiungere circa 20 mila cittadini del Lazio''. L'assessore al Lavoro Alessandra Tibaldi ha spiegato che la legge sul reddito minimo assicura settemila euro a persona per un anno. “Daremo circa 530 euro al mese per disoccupati, inoccupati e precari residenti nella regione Lazio. – ha spiegato Tibaldi - Avevamo pensato ad una cifra di 5.400 euro all'anno ma abbiamo dato parere positivo ad un emendamento del Crel che ci chiedeva di aumentare la somma al minimo della pensione sociale, ovvero 7mila euro". Tibaldi ha poi spiegato che il cittadino che volesse accedere al reddito minimo deve prima fare una richiesta al comune. "Il primo assegno- conclude l'assessore- arrivera' nei conti dei destinatari un mese dopo la chiusura delle graduatorie provinciali".

giovedì 5 marzo 2009

Ripartiamo con la mobilitazione

Il governo riparte. Ripartiamo anche noi.
La mobilitazione contro il ponte e per lo sviluppo sostenibile di Messina e dell'Area dello Stretto che ha raggiuto il suo apice nel 2006 con la manifestazione di popolo che ha attraversato il centro città deve trovare nuova forza. Ripartire.
C'è chi in questi anni non ha mai abbassato la guardia, e a costoro va detto grazie.
Ma dobbiamo avere la capacità di coinvolgere, di rendere partecipe quella gran massa di cittadini pigri e distaccati a cui va fatta comprendere la delicatezza del momento.
Dobbiamo esserci, partecipare.
RESISTERE

Domenico Siracusano

Il Governo riparte con il Ponte

Ecco la conferma ufficiale del governo: si riparte con il Ponte, prima pietra nell'autunno 2010, intanto si completeranno altre arterie del sud

Spunta l'ipotesi dell'istituzione di un Commissario straordinario per il Ponte. Particolare attenzione per l'A3 Salerno-Reggio Calabria e la Statale 106 Jonica Reggio - Taranto. Grande attenzione per impedire infiltrazioni mafiose

Domani dal Cipe la conferma ufficiale: dal governo 16 miliardi di euro di investimenti per le infrastrutture, che creeranno oltre 150 mila posti di lavoro. Grande attenzione per il sud, e la Calabria in modo particolare.

Il governo accelera, quindi sulle infrastrutture. Contro la crisi anche le opere pubbliche, piccole o grandi che siano, possono infatti essere un volano di sviluppo e ripresa. Venerdì, ha annunciato l'esecutivo alle parti sociali convocate a Palazzo Chigi, arriverà quindi al Cipe un piano di opere cantierabili entro sei mesi per un investimento complessivo di 16 miliardi di euro.

Doveva riunirsi venerdì scorso, il Cipe (che è il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica che stabilisce le linee generali di politica economico-finanziaria), ma a causa del grave lutto alla famiglia del presidente del consiglio Silvio Berlusconi (che doveva partecipare alla riunione) per la morte della sorella Maria Antonietta la seduta è stata rinviata a domani venerdì 6 marzo.

E oggi, intanto, ci sarà l'esame del pre-Cipe, e già ieri il sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina non ha voluto fare mistero delle decisioni che saranno prese.
Alcune delle opere interessate agli stanziamenti saranno, senza ombra di dubbio, il Ponte sullo Stretto, il completamento dell'A3 Salerno-Reggio Calabria e l'ammodernamento della strada statale 106 Jonica Taranto - Reggio Calabria.

Reina ha aggiunto che per quanto riguarda la dotazione complessiva dei fondi Fas per le infrastrutture "è stato mantenuto l'impegno di ripartizione delle risorse per l'80% al Sud e questo segna un'inversione di tendenza rispetto al passato".

"Riguardo alla sola parte di risorse pubbliche pari a circa 8,5 miliardi - specifica il sottosegretario alle Infrastrutture - la suddivisione tra Nord e Sud è fifty fifty".

E parla del Ponte: "se il calendario non subirò variazioni, e non dovrebbe subirne, la posa della prima pietra del Ponte sarà tra ottobre e novembre del 2010, mentre per questo riguarda le opere di complemento, gli stessi tratti della A3 e della Jonica lo sono, i cantieri partono da subito".

I fondi Fas, un pacchetto da 16,6 miliardi, comprendono anche una consistente porzione di risorse legate alla finanza di progetto, prosegue Reina aggiungendo che all'esame del Cipe vi sono anche altre stanziamenti che riguardano altri ministeri e istituzioni.

Il Cipe di venerdì, comunque, si occuperà anche di grandi opere situate nel Nord Italia, risorse sono previste infatti per la Brebemi, la Pedemontana, il terzo valico, l' alta velocità Milano-Treviglio, alcune opere della Milano Expo.

"I 1.300 milioni di euro destinati al Ponte sono parte del 1,6 miliardi della dotazione pubblica, di cui 300 milioni sono già stati stanziati. Resta confermata la cifra complessiva di oltre 6 miliardi per la completa realizzazione dell' opera"
dice sempre il sottosegretario. Il governo vuole comunque accelerare i tempi: tra le ipotesi all' esame, vi è quella di istituire un Commissario straordinario per il Ponte.

E ancora, all'autostrada Salerno-Reggio Calabria è prevista una dotazione di 1.800 milioni per il completamento degli ultimi tratti. Altre risorse sono previste per la statale 106 Jonica e per dotazioni infrastrutturali in Sicilia.
"Interventi che sottolineano l'attenzione di questo governo per il Mezzogiorno e questo è un buon segnale - dichiara, ancora, Reina - soprattutto in questo momento di crisi. Grande attenzione e vigilanza saranno adottate per impedire il rischio di infiltrazioni malavitose che danneggiano lo sviluppo del Sud".

Peppe Caridi - www.tempostretto.it

martedì 3 marzo 2009

Se ci fosse un uomo di Giorgio Gaber

L'ultima canzone dell'ultimo cd di Giorgio Gaber è bellissima e si intitola "se ci fosse un uomo", in alcune canzoni del suo ultimo cd ed in particolare in questo testo traspare una nuova luce, diversa da quella del suo precedente cd "la mia generazione ha perso" in cui un cinico e deluso Gaber bastonava l'"uomo nuovo".
Nel suo ultimo CD invece non è più così " deluso" ma ci canta di "star bene"...e ci racconta di un altro "Uomo nuovo" che sta nascendo all'alba di un nuovo mondo:"un uomo cui non basta il crocefisso ma che cerca di trovare un Dio dentro se stesso".
Sembra ci sia stata un risveglio spirituale in quest'Uomo, forse anche grazie alla sua malattia... un risveglio spirituale che lo ha preparato al grande passaggio... e questa sua ultima canzone è senza dubbio il suo testamento spirituale.
Il grande Gaber se ne va verso una nuova vita e ci saluta con una speranza, anzi di più con una certezza:"con la certezza che in un futuro non lontano al centro della vita ci sia di nuovo l'uomo".
Pietro Abbondanza

Se ci fosse un uomo
un uomo nuovo e forte
forte nel guardare sorridente
la sua oscura realtà del presente.

Se ci fosse un uomo
forte di una tendenza senza nome
se non quella di umana elevazione
forte come una vita che é in attesa
di una rinascita improvvisa.
Se ci fosse un uomo
generoso e forte
forte nel gestire ciò che ha intorno
senza intaccare il suo equilibrio interno
forte nell'odiare l'arroganza
di chi esibisce una falsa coscienza
forte nel custodire con impegno
la parte più viva del suo sogno
se ci fosse un uomo.

Questo nostro mondo ormai è impazzito
e diventa sempre più volgare
popolato da un assurdo mito
che è il potere.

Questo nostro mondo è avido e incapace
sempre in corsa e sempre più infelice
popolato da un bisogno estremo
e da una smania vuota che sarebbe vita

se ci fosse un uomo...

Allora si potrebbe immaginare
un umanesimo nuovo
con la speranza di veder morire
questo nostro medioevo.

Col desiderio
che in una terra sconosciuta
ci sia di nuovo l'uomo
al centro della vita.

Allora si potrebbe immaginare
un neo rinascimento
un individuo tutto da inventare
in continuo movimento.

Con la certezza
che in un futuro non lontano
al centro della vita
ci sia di nuovo l'uomo.

Un uomo affascinato
da uno spazio vuoto
che va ancora popolato.

Popolato da corpi e da anime gioiose
che sanno entrare di slancio
nel cuore delle cose.

Popolato di fervore
e di gente innamorata
ma che crede all'amore
come una cosa concreta.

Popolato da un uomo
che ha scelto il suo cammino
senza gesti clamorosi
per sentirsi qualcuno.

Popolato da chi vive
senza alcuna ipocrisia
col rispetto di se stesso
e della propria pulizia.

Uno spazio vuoto
che va ancora popolato.

Popolato da un uomo talmente vero
che non ha la presunzione
di abbracciare il mondo intero.

Popolato da chi crede
nell' individualismo
ma combatte con forza
qualsiasi forma di egoismo.

Popolato da chi odia il potere
e i suoi eccessi
ma che apprezza
un potere esercitato su se stessi.

Popolato da chi ignora
il passato e il futuro
e che inizia la sua storia
dal punto zero

Uno spazio vuoto
che va ancora popolato.

Popolato da chi é certo
che la donna e l'uomo
siano il grande motore
del cammino umano.

Popolato da un bisogno
che diventa l'espressione
di un gran senso religioso
ma non di religione.

Popolato da chi crede
in una fede sconosciuta
dov'é la morte che scompare
quando appare la vita.

Popolato da un uomo
cui non basta il crocefisso
ma che cerca di trovare
un Dio dentro se stesso.

Pasolini ribelle profetico

Memoria ed Impegno nell'Anniversario della Morte di Giovanni Paolo II