Dopo un’ora e mezzo di camera di consiglio la Prima sezione della Suprema Corte ha scritto la parola fine sulla lunga storia processuale seguita allo strazio di Graziella Campagna, trucidata a fucilate la sera dell’8 dicembre del 1985, vittima scomoda di mafia. La Corte ha rigettato in blocco tutti gli appelli presentati, quelli dei difensori come quello delle parti civili. Il pg Martuscello aveva chiesto il rigetto. Diventa definitiva, quindi, la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Messina, che la sera del 18 marzo 2008 aveva confermato le condanne all’ergastolo, emesse in primp grado due anni prima, per il boss palermitano Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera, il suo braccio destro dell’epoca. Soddisfatta la famiglia di Graziella, assistita dall’avvocato Fabio Repici. Critici i difensori di Alberti e Sutera, gli avvocati Antonello Scordo e Carmelo Vinci. In appello, lo scorso anno, era stato inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per Franca Federico e Agata Cannistrà, titolare e impiegata della lavanderia di Villafranca in cui lavorava Graziella, che avevano avuta inflitta in primo grado una condanna a 2 anni.
giovedì 19 marzo 2009
GIUSTIZIA PER GRAZIELLA CAMPAGNA. DEFINITIVE LE CONDANNE DI GERLANDO ALBERTI JR E GIOVANNI SUTERA
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi per il caso di Graziella Campagna, la giovane di Villafranca uccisa 23 anni fa. Diventano definitivi quindi gli ergastoli a Gerlando Alberti jr ed al braccio destro Giovanni Sutera. Graziella è stata uccisa con 5 colpi di fucile al viso perché pericolosa per la latitanza dei due, a quell’epoca sotto falso nome nel messinese.
Dopo un’ora e mezzo di camera di consiglio la Prima sezione della Suprema Corte ha scritto la parola fine sulla lunga storia processuale seguita allo strazio di Graziella Campagna, trucidata a fucilate la sera dell’8 dicembre del 1985, vittima scomoda di mafia. La Corte ha rigettato in blocco tutti gli appelli presentati, quelli dei difensori come quello delle parti civili. Il pg Martuscello aveva chiesto il rigetto. Diventa definitiva, quindi, la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Messina, che la sera del 18 marzo 2008 aveva confermato le condanne all’ergastolo, emesse in primp grado due anni prima, per il boss palermitano Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera, il suo braccio destro dell’epoca. Soddisfatta la famiglia di Graziella, assistita dall’avvocato Fabio Repici. Critici i difensori di Alberti e Sutera, gli avvocati Antonello Scordo e Carmelo Vinci. In appello, lo scorso anno, era stato inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per Franca Federico e Agata Cannistrà, titolare e impiegata della lavanderia di Villafranca in cui lavorava Graziella, che avevano avuta inflitta in primo grado una condanna a 2 anni.
Dopo un’ora e mezzo di camera di consiglio la Prima sezione della Suprema Corte ha scritto la parola fine sulla lunga storia processuale seguita allo strazio di Graziella Campagna, trucidata a fucilate la sera dell’8 dicembre del 1985, vittima scomoda di mafia. La Corte ha rigettato in blocco tutti gli appelli presentati, quelli dei difensori come quello delle parti civili. Il pg Martuscello aveva chiesto il rigetto. Diventa definitiva, quindi, la sentenza della Corte d’Assise d’appello di Messina, che la sera del 18 marzo 2008 aveva confermato le condanne all’ergastolo, emesse in primp grado due anni prima, per il boss palermitano Gerlando Alberti jr e Giovanni Sutera, il suo braccio destro dell’epoca. Soddisfatta la famiglia di Graziella, assistita dall’avvocato Fabio Repici. Critici i difensori di Alberti e Sutera, gli avvocati Antonello Scordo e Carmelo Vinci. In appello, lo scorso anno, era stato inoltre dichiarato il non luogo a procedere per prescrizione del reato di favoreggiamento per Franca Federico e Agata Cannistrà, titolare e impiegata della lavanderia di Villafranca in cui lavorava Graziella, che avevano avuta inflitta in primo grado una condanna a 2 anni.
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