venerdì 31 agosto 2012
Centrosinistra diviso, riflessione s'impone
Con l'ufficializzazione dell'appoggio di IDV alla candidatura a Presidente di Claudio Fava, viene certificata la spaccatura del centrosinistra siciliano. Poche ore fa la Direzione Regionale del PD ha infatti approvato l'appoggio a Rosario Crocetta, anche se da settimane il partito era già in campagna elettorale.
Innanzitutto mi sembra giusto segnalare con preoccupazione il malfunzionamento dei partiti, strumento privilegiato dalla Costituzione per l'attuazione della nostra democrazia, che di fatto hanno subito due autocandidature, fuori da ogni dinamica virtuosa.
Mi si dirà che gli intellettuali hanno proposto Fava e i social network hanno spinto Crocetta. Resta il fatto che i partiti, piccoli e grandi, non riescono ad agire la democrazia nella mediazione tra interessi generali e particolari, tra gruppi dirigenti e livelli istituzionali, tra programmi e selezione delle candidature.
Fava, da autorevole dirigente nazionale di SEL, si impone in Sicilia, mettendo a rischio una trama delicata che Bersani e Vendola stanno tessendo con responsabilità a livello nazionale nella prospettiva di offrire equilibri più avanzati al futuro del Paese sopravvissuto al ventennio berlusconiano.
Crocetta mette in crisi il PD già logorato dall'esperienza del Governo Lombardo. Alle prime resistenze per una candidatura che spiazza le diverse anime segue un effetto domino che coinvolge i diversi maggiorenti del partito. Il segretario regionale Lupo, per non essere superato dagli eventi, prima svolge una conferenza stampa e solo dopo una settimana convoca la direzione.
La cattiva politica si batterà con la buona politica. La crisi dei partiti con dei buoni partiti. Nonostante l'antipolitica che da vent'anni attraversa l'Italia non è immaginabile una democrazia senza partiti.
Rispetto al centrosinistra siciliano, o meglio alle sue macerie, mi preoccupa non poco l'atteggiamento di molti dirigenti politici. Volano gli stracci. "Avete venduto l'anima al diavolo", "Chi vi paga la campagna elettorale?", "Perchè attaccate noi e non le destre?".
Come in ogni divisione, con una campagna elettorale in corso poi, tutti sembrano non avere dubbi, certi di essere dalla parte giusta. Cosi gli "altri" sono semplicemente "traditori" della causa, della'idea.
Ognuno è portatore della rivoluzione, della strategia di liberazione della Sicilia.
Sono invidividioso di queste certezze, e non sopporto che gode delle divisioni e ora sta brindando.
Sono convinto che esiste un popolo progressista che ha sperato fino all'ultimo che si potesse ricomporre il quadro e che teme di riconsegnare la Sicilia e l'Italia alle destre.
Il cambiamento della nostra terra è un percorso lento e faticoso, che ha bisogno di condivisione.
L'unità è un concetto che costruisce di più della divisione, ma nessuno l'ha perseguita fino in fondo. Ser
Il cambiamento è un percorso collettivo non basterà 'un' Fava o 'un' Crocetta per incidere fino in fondo nei meccanismi distorti della nostra regione. Nè è utile la gara a chi è più sinistra, chi è più antimafia, chi è più cambiamento.
Le mie non sono considerazioni asettiche, come dirigente e militante del PD, sono in campo convintamente con Rosario Crocetta.
Di fronte alle divisioni di oggi, però, riflessione si impone.
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