sabato 12 ottobre 2013

FALLIMENTO E DISSENSO

Sarebbe servito un congresso vero nel quale si confrontassero due o più opzioni politiche contrapposte per individuare una visione ed una prospettiva per il PD messinese.
Alla debolezza e ai limiti che fronte dei cosiddetti innovatori si è contrapposta la pervicace determinazione dei maggiorenti del partito, trasversalmente a tutte le aree, nell’evitare un confronto vero che ponesse in evidenza differenze e distinzione.
Nell’indistinto accordo unitario su un candidato unico tutto si confonde. Niente di personale ovviamente nei confronti di Basilio Ridolfo. 
La stampa e l’opinione pubblica lanciano giudizi sprezzanti per valutare chi ha vinto e chi ha perso. Il vero sconfitto è il PD che rimane impantanato dentro logiche difficilmente spiegabili e francamente non condivisibili.
Le vicende politiche, e non solo,  che hanno attraversato e attraversano il PD negli ultimi mesi meritavano una risposta ben più decisa del richiamo ad una unità posticcia. Non è il tempo dell’omologazione.
Ma abbiamo fallito. Ha fallito soprattutto chi ha provato in questi mesi a creare le condizioni per un rilancio del PD come soggetto di cambiamento orientato alla giustizia sociale. Lo status quo ci consegna un partito che vuole rimanere immobile nonostante quello che accade dentro al PD e intorno a noi.
Abbiamo fallito perché non bastava sottrarsi alla firma dell’accordo. Occorreva sforzarsi fino all’ultimo per evitare che con la candidatura unica il congresso di fatto si trasformasse da piazza di confronto e dibattito a deserto  di mera definizione di organismi dirigenti.
Allo stesso modo con cui, senza sconti, ammetto il fallimento  voglio esprimere con convinzione e determinazione il dissenso rispetto a quest’operazione politica.
Il dissenso non giustifica o aggiusta gli errori commessi ma marca una distanza che è profonda rispetto a modalità di gestione e interpretazione del partito, anche dei vertici regionali e nazionali, che lo allontanano da iscritti e simpatizzanti.
 Un dissenso, profondo e personale,  che non è detto che possa trovare forme collettive e organizzate all’interno di questo PD.
Avevamo di fronte una sfida. Abbiamo realizzato l’ennesima occasione mancata.

Domenico Siracusano – Iscritto PD

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