Sarebbe servito un congresso vero nel quale si
confrontassero due o più opzioni politiche contrapposte per individuare una
visione ed una prospettiva per il PD messinese.
Alla debolezza e ai limiti che fronte dei cosiddetti
innovatori si è contrapposta la pervicace determinazione dei maggiorenti del
partito, trasversalmente a tutte le aree, nell’evitare un confronto vero che
ponesse in evidenza differenze e distinzione.
Nell’indistinto accordo unitario su un candidato unico tutto
si confonde. Niente di personale ovviamente nei confronti di Basilio
Ridolfo.
La stampa e l’opinione pubblica lanciano giudizi sprezzanti
per valutare chi ha vinto e chi ha perso. Il vero sconfitto è il PD che rimane
impantanato dentro logiche difficilmente spiegabili e francamente non
condivisibili.
Le vicende politiche, e non solo, che hanno attraversato e attraversano il PD negli
ultimi mesi meritavano una risposta ben più decisa del richiamo ad una unità
posticcia. Non è il tempo dell’omologazione.
Ma abbiamo fallito. Ha fallito soprattutto chi ha provato in
questi mesi a creare le condizioni per un rilancio del PD come soggetto di
cambiamento orientato alla giustizia sociale. Lo status quo ci consegna un
partito che vuole rimanere immobile nonostante quello che accade dentro al PD e
intorno a noi.
Abbiamo fallito perché non bastava sottrarsi alla firma dell’accordo.
Occorreva sforzarsi fino all’ultimo per evitare che con la candidatura unica il
congresso di fatto si trasformasse da piazza
di confronto e dibattito a deserto di mera definizione di organismi dirigenti.
Allo stesso modo con cui, senza sconti, ammetto il
fallimento voglio esprimere con convinzione
e determinazione il dissenso rispetto a quest’operazione politica.
Il dissenso non giustifica o aggiusta gli errori commessi ma
marca una distanza che è profonda rispetto a modalità di gestione e
interpretazione del partito, anche dei vertici regionali e nazionali, che lo
allontanano da iscritti e simpatizzanti.
Un dissenso, profondo
e personale, che non è detto che possa
trovare forme collettive e organizzate all’interno di questo PD.
Avevamo di fronte una sfida. Abbiamo realizzato l’ennesima
occasione mancata.
Domenico Siracusano – Iscritto PD
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